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Un grande traguardo è a portata di mano
Nel mese di ottobre tutto il mondo si mobilita contro il cancro al seno, indossando il nastro rosa diventato negli anni il simbolo della prevenzione e della ricerca sul tumore più diffuso tra le donne.

Il cancro al seno è il tumore più frequente fra le donne: ogni anno in Italia si registrano circa 56.000 diagnosi, una donna su otto si ammala nell’arco della vita. Grazie alla ricerca, oggi l’89,5% circa di loro è viva dopo cinque anni dalla diagnosi. La sfida è però ancora aperta per il 10,5% circa di pazienti, per le quali non ci sono ancora cure abbastanza efficaci. Per questo il nastro rosa di AIRC è diverso dagli altri: è incompleto, come l’obiettivo che non è stato ancora raggiunto pienamente.
Il Nastro Rosa di Fondazione AIRC invita ad affrontare insieme il grande passo che ci separa dal traguardo: curare tutte le donne. Un traguardo che sembra vicino, ma l’ultimo miglio è sempre il più duro da percorrere e richiede un impegno ancora maggiore dei ricercatori perché è proprio qui che si affrontano le sfide più difficili, come il tumore al seno triplo negativo, che risponde solo in parte ai trattamenti attualmente disponibili e colpisce soprattutto in giovane età. Un altro problema non risolto sono i carcinomi mammari metastatici, che oggi riguardano circa 55.000 donne in Italia (Fonte: I numeri del cancro in Italia 2025, a cura di AIOM, AIRTUM, Fondazione AIOM, ONS, PASSI, PASSI d’Argento, SIAPeC-IAP).
Testimonianza
La storia di Beatrice
“A giugno 2022, quando avevo solo 21 anni, ho sentito un piccolo nodulo al seno. L’ecografia e la biopsia furono negative, ma io non riuscivo a tranquillizzarmi: sentivo dentro di me che qualcosa non andava.
A dicembre ho notato che il nodulo era diventato più grande, così ho deciso di fare un altro controllo. Poco prima di Natale, ho ricevuto la diagnosi: tumore al seno al quarto stadio.
Ho iniziato la chemioterapia, sette cicli, e poi sono passata a una terapia biologica che devo fare ancora adesso ogni 21 giorni.
Sono passati anni, gli esami di controllo sono ok e posso dire di essere viva, viva anche grazie alla ricerca. Mi sono resa conto da vicino di quanto la ricerca sia fondamentale. La terapia che ho seguito io, per esempio, era disponibile da soli due anni.
La ricerca è silenziosa, non sembra concreta, invece i risultati lo sono eccome. E io ne sono la prova.”.

Ricercatore AIRC presso l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano
Antonio Marra
Beatrice oggi è al quinto anno del corso di laurea in Biotecnologie mediche e sta facendo il tirocinio in un laboratorio di farmacologia.
Ogni tre settimane, per sottoporsi alla terapia e ai controlli di routine va all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, dove Antonio Marra affianca l’attività clinica alla ricerca con il sostegno di Fondazione AIRC: “Quello di Beatrice è un tumore di tipo HER2 positivo, caratterizzato dalla presenza di un gene (HER2) che quando è espresso in eccesso guida la crescita del tumore. Grazie a decenni di ricerca che hanno portato allo sviluppo di terapie a bersaglio molecolare sempre più precise, mirate ed efficaci, oggi possiamo curare e garantire una buona qualità di vita a molte delle pazienti con questo sottotipo di neoplasia della mammella. Beatrice ha potuto beneficiare di una di queste innovazioni molto recenti: i cosiddetti anticorpi farmaco-coniugati, che consentono di portare i farmaci proprio dove servono, grazie agli anticorpi monoclonali associati. Ciò permettere di massimizzare l'efficacia della chemioterapia riducendone gli effetti collaterali”.

